About me

«Le radici sono importanti, nella vita di un uomo, ma noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove».

me stesso

In questa meravigliosa frase di un bellissimo libro di Pino Cacucci, “Un po’ per amore, un po’ per rabbia”, si rispecchia esattamente il mio modo di vivere. Da sempre legato alla mia terra, la Calabria, ho tuttavia la totale incapacità di vivere per più di qualche anno in uno stesso luogo, o più semplicemente nella stessa casa. Nonostante questo, ho iniziato a viaggiare abbastanza tardi, con i piedi… perché con il cervello e il cuore ho iniziato sin dai primi anni. Da sempre innamorato della geografia, dei documentari, della fotografia e della scrittura, ossia di tutto ciò che mi permetteva di viaggiare con la mente e con l’anima, ho fatto di tutto per poterli trasformare in un lavoro. Mi sono laureato così in Editoria e Giornalismo, proprio nell’anno in cui veniva pubblicato il libro di Cacucci, e poi specializzato in Giornalismo. Ho avuto diverse collaborazioni con giornali siciliani e calabresi e con testate sportive sul web.

La vita, però, spesso ha altri piani in serbo e, per poter sopravvivere, ho dovuto cambiare mestiere e trasferirmi in Piemonte, in una realtà totalmente nuova e sconosciuta. Ma, dopo diversi anni di Nord, direi che sto bene, continuo con il mio lavoro d’ufficio ma non ho mai perso la passione per la scrittura e per il giornalismo, al quale ho affiancato, da qualche anno, l’hobby per la fotografia naturalistica e di paesaggio. Da quando sono venuto in Piemonte, diventato economicamente indipendente, ho iniziato a viaggiare e a realizzare i miei sogni, prima da solo, adesso con la mia dolce metà.

Così ho deciso che non è giusto lasciar andar via le proprie passioni. E quale modo migliore di un blog di viaggi per unire in un solo “mezzo” la passione per la comunicazione, i viaggi e la fotografia? La mia speranza è che questo sogno rimanga sempre vivo e possa crescere insieme a chi vorrà leggermi e sognare come io continuo a farlo da tutta la vita.

E ricorda sempre, per dirla con Josef Koudelka, che «quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Viaggiate… per non diventare ciechi».

Perché Viaggiografando?

Come avrete potuto notare, il titolo del blog richiama il meraviglioso connubio tra viaggio e fotografia e, trattandosi, appunto, di un blog, è sottinteso l’aspetto comunicativo. Questo perché sono fermamente convinto che il viaggio abbia come sua parte fondamentale il racconto del viaggio stesso. Infatti, se è vero che «ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi», è anche vero che per poterlo sognare devi aver letto, sentito o ascoltato qualcosa che ha fatto scattare nella tua mente il desiderio di quel viaggio. Quindi alla base di tutto c’è il racconto e nessun racconto di viaggio può essere fatto se non si è prima vissuto quel luogo e non lo si è comunicato ad altri tramite la scrittura e la fotografia. Da questo pensiero nasce Viaggiografando.

Credo fortemente che il viaggio non si esaurisca con il momento del ritorno, ma esso ha la capacità straordinaria di rimanere eterno in chi lo ha vissuto. Strumento fondamentale perché ciò possa avvenire è il racconto, sia esso scritto o per immagini. Ecco perché “Collect moments, not things”. La fotografia ha la straordinaria capacità di immortalare l’istante rendendolo eterno (questa frase non è mia), l’impagabile caratteristica di trasformarsi da “cosa” a momento lungo una vita.

Altro aspetto fondamentale nella mia idea di viaggio e fotografia è la loro capacità di fungere da terapia, cura. Cura mentale, certo, ma anche fisica, nel mio caso e non solo. Sì, perché se è vero che la mia vita è segnata da sempre da queste passioni, è anche vero che non sono solo a viverle. Con me c’è un ingombrante compagno di avventure, che, proprio come uno zaino molto pesante, ha reso sempre difficile il viaggio, fino a quando ho imparato che non dobbiamo per forza ostacolarci a vicenda, ma possiamo viaggiare insieme. Questo scomodo compagno è il diabete ed è anche merito suo se ho deciso di aprire questo blog.

Senza presunzione alcuna, il mio desiderio è non solo raccontare il viaggio ma anche il viaggio insieme al diabete, sia per aiutare chi crede che questa malattia sia un ostacolo insormontabile al desiderio di partire, sia per convincermene ogni giorno di più io stesso, e fare sempre un passo in avanti. È questo il viaggio come terapia che ho immaginato, perché solo scoprendo nuovi posti e nuove culture possiamo fare nuove esperienze che possono arricchire l’anima e spingerci ad affrontare al meglio i problemi che la vita può riservarci.

«La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso!» – “Into the wild”

Buon viaggio a tutti!