
Il sentiero di cui vi parlerò oggi, in parte ad anello, si trova nel più ampio complesso del Mombracco, in provincia di Cuneo, e ricade nel territorio del Comune di Sanfront. In una breve escursione di poco meno di 6 km, si possono visitare due suggestivi luoghi del passato, chiara dimostrazione di come queste terre, apparentemente poco vissute, siano state in realtà frequentate attivamente dall’uomo sin dalla preistoria. Si tratta della borgata di Balma Boves e di Rocca la Casna.
Vi parlerò brevemente del percorso, di cui inserirò la mappa a fondo pagina, per poi descrivere le due principali attrattive. Per cominciare, il consiglio è di lasciare l’auto nel parcheggio del cimitero di Rocchetta, piccola frazione del Comune di Sanfront. Si prosegue a piedi verso il centro dell’abitato, dopo aver svoltato a destra. Seguendo le indicazioni per Balma Boves, si lascia l’asfalto per procedere su sterrato, fino a giungere a un minuscolo posteggio per poche auto. Siamo nella zona di Case Forano. Qui decidiamo di posticipare la visita a Balma Boves e di lasciare il sentiero per salire ripidi su un crinale prativo.

Si entra così nel bosco, finché si incontra una mulattiera che, tra lisce rocce affioranti ed enormi roccioni ai cui piedi si trovano resti di piccole balme, ci conduce fino a un sentiero, a destra del quale notiamo un costone di roccia affiorante: è Rocca la Casna, riconoscibile anche da un cartello indicativo. A questo punto, si prende la via del ritorno, fino a giungere a un incrocio che, sulla sinistra, ci indica la via per Balma Boves, lo prendiamo e giungiamo alla borgata dalla parte superiore della stessa, il che ci permette di ammirarla nel suo insieme. Superata la borgata, attraverso un corrimano utile in caso di fondo ghiacciato, giungiamo nuovamente presso le Case Forano, da dove percorriamo a ritroso il percorso dell’andata.

Come detto, Rocca la Casna (Roca d’la Casna in piemontese) è un lastrone di roccia piana, largo circa 20 m quadrati, che sporge nel vuoto per oltre metà della sua superficie. Su di esso vi sono numerose incisioni rupestri risalenti molto probabilmente all’età del bronzo. Di queste, oltre 30 sono figure umane stilizzate, in maggioranza femminili. Alcuni di questi segni sono più evidenti di altri, il che non esclude che siano state “ripassate” in epoche più recenti. Non è chiara la durata di utilizzo del sito nel corso dei secoli, ma senza dubbio si tratta di una evidente testimonianza della presenza e dell’attività dell’uomo sul Monte Bracco sin dalle epoche più remote.

Venendo invece a un passato più recente, l’altra attrazione di questo percorso è senza dubbio Balma Boves, un caratteristico agglomerato di edifici la cui caratteristica principale è quella di essere costruito al di sotto di un grande masso roccioso. Con il termine balma, infatti, si indica proprio un riparo costruito sotto un’enorme roccia, spesso chiuso con mura a secco. Tale borgata è stata stabilmente abitata fino al 1950 circa, mentre oggi è praticamente un museo al cielo aperto, definita, appunto, “borgata museo”. Tale agglomerato è uno dei massimi esempi di convivenza dell’uomo con la natura, montana in particolare. In spazi ridottissimi, infatti, sono ospitati abitazioni, stalle, un grande forno comunitario e locali per la produzione e la stagionatura dei formaggi.

Caratteristica che distingue Balma Boves dal resto delle tipiche costruzioni alpine è quella che le case in pietra hanno i tetti piatti, il che ricorda i tipici pueblo indiani dell’America del Nord. Tutto ciò è stato reso possibile, con ogni probabilità, proprio dal fatto che la roccia garantiva un riparo naturale dalle intemperie, in primis la neve, per cui non si rendeva necessario ricorrere a tetti a spiovente, senza contare che, in questo modo, il tetto poteva essere usato, essendo coperto dalle rocce, per essiccare i raccolti senza che essi venissero intaccati dall’azione degli agenti atmosferici.
Il sito, oggi interamente ristrutturato e trasformato in ecomuseo, può essere visitato all’esterno in qualsiasi periodo dell’anno e senza limitazioni orarie, mentre l’ingresso all’interno degli edifici è possibile solo con visita guidata, al costo di 4 euro, nei giorni e orari previsti, che potete trovare al seguente link: http://www.balmaboves.it/orari-e-costi/.
Per visualizzare la mappa esternamente al sito, basta cliccare sul rettangolino in alto a destra della mappa stessa, la quale si aprirà in Google My Maps. A questo punto, si può procedere in due modi differenti:
1. Utilizzando Google Maps; come detto, cliccando sul quadratino si aprirà My Maps e, se hai un account Google, la mappa si memorizzerà automaticamente nella sezione “I tuoi luoghi” di Google Maps. Basterà raggiungere l’area “Mappe”, cliccare sul nome del nostro percorso e il gioco è fatto;
2. Scaricando il file in kml, per poi utilizzarlo su un dispositivo o un app GPS. Per scaricare il file, una volta aperta la mappa su My Maps, basterà cliccare sui tre puntini accanto al nome del nostro percorso e selezionare la voce “Scarica KML”, dopodiché cliccare su ok!
Buona passeggiata!!!

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.